CARLO GAMBESCIA intervistato da Giovanna Canzano
11 aprile 2011
…“Prima dovremmo spiegare a Berlusconi che cosa sono i poteri fondamentali, non delegabili da parte dello Stato: quelli del battere moneta e dell’uso monopolistico della forza armata.
Max Weber parlava di monopolio legittimo della violenza. Ovviamente, a nostro rischio e pericolo, perché il Cavaliere, nel suo piccolo,ha una concezione del mondo più vicina a quella di Luigi XIV che di Napoleone.
E se riuscisse ad afferrare il bandolo della matassa, non mollerebbe più il potere.Ed è ciò che temono i suoi avversari. I quali però, a loro volta, non fanno nulla per recuperare, i poteri fondamentali” (Carlo Gambescia).
Canzano 1- ‘Luogo comune’ – ‘politicamente corretto’ – ‘superamento destra e sinistra’. Le chiedo una piccola analisi.
GAMBESCIA – Il luogo comune è la routine. È la piacevole sensazione della certezza che domani faremo quel che facciamo oggi. Ecco, allora, che in questa società dove nulla è stabile, il luogo comune non andrebbe combattuto ma rivalutato… Ad esempio, e non sto scherzando, la Costituzione Italiana, soprattutto nella Parte prima, è una bellissima raccolta di luoghi comuni da difendere…
Quanto al “politicamente corretto”, a quale si riferisce? Quello capitalista, liberista, fascista, comunista, decrescista, e cosi via? Insomma, desidero qui esplicitare , che ogni “tribù umana”, anche la più piccola, ha il suoi idoli. Purtroppo, non c’è nulla da fare. Mi chiede anche dei concetti di destra e sinistra… Bene, esiste il “politicamente corretto” anche tra quelli che vogliono andare oltre la destra e la sinistra… Provi a discutere con un fasciocomunista – a me è capitato – magari avanzando timide opinioni liberali… vedrà quel che succede.
Nella natura sociale delle cose umane, se mi passa l’espressione, c’è sempre la fregatura. Esiste una forza inerziale di tipo sociale che si traduce non solo in una resistenza al cambiamento, quanto nel ritorno, anche dopo il cambiamento, allo stato di quiete primitivo. Ai vecchi idoli, trascinati via da una qualche forza sociale applicata, ogni volta, se ne sostituiscono di nuovi, e così via.
Di fatto, credo che sociologicamente l’uomo viva di routine: di idoli “routinizzati” attraverso i comportamenti sociali. La rivoluzione, che pure si verifica, è la classica eccezione che conferma la regola. Come diceva il buon Totò, grande filosofo sociale poco ascoltato, dopo la guerra viene sempre il dopoguerra…
Canzano 2- Cosa ci aspettiamo a breve, per poter ‘digerire’ una politica senza identità e poteri?
GAMBESCIA – Tanta tv-spazzatura su pettegolezzi, consumi, fitness e vacanze… Anche se ora si consuma di meno, ci si balocca volentieri a ogni livello sociale, su quello che consumeremo, appena l’economia sarà tornata a girare. Il termine “digerire” mi piace. L’Occidente è un tubo digerente con un’antenna televisiva attaccata
Canzano 3- Il politologo Alberto Mariantoni (http://www.youtube.com/watch?v=UYpK2wFi5Po&feature=related) citando ’Il Principe’ di Niccolò Macchiavelli, afferma che oggi l’Italia non batte moneta perché questa ‘funzione’ è stata delegata a banche private (signoraggio) e, non dispone dell’utilizzo delle forze armate perché delegate alla Nato, che a sua volta l’ha delegato agli USA che a loro volta l’hanno delegato alla finanza internazionale… (non è uno scioglilingua!)
GAMBESCIA – Sottoscrivo. anche perché adoro Machiavelli.
Canzano 4- Il nostro Presidente Berlusconi, viene continuamente ‘attaccato’ in modo violento dagli avversari politici. Perché se, egli non può disporre dei poteri fondamentali citati da Mariantoni? o, temono che con Berlusconi l’Italia potrebbe entrarne ‘in possesso’? e se per caso Berlusconi lavori in tal senso, la politica dei suoi avversari ‘nuocerebbe gravemente’ alla identità e indipendenza dell’Italia?
GAMBESCIA – Alt! Prima dovremmo spiegare a Berlusconi che cosa sono i poteri fondamentali, non delegabili da parte dello Stato: quelli del battere moneta e dell’uso monopolistico della forza armata. Max Weber parlava di monopolio legittimo della violenza. Ovviamente, a nostro rischio e pericolo, perché il Cavaliere, nel suo piccolo, ha una concezione del mondo più vicina a quella di Luigi XIV che di Napoleone. E se riuscisse ad afferrare il bandolo della matassa, non mollerebbe più il potere. Ed è ciò che temono i suoi avversari. I quali però, a loro volta, non fanno nulla per recuperare, i poteri fondamentali.
Canzano 5- Si parlerà della Sovranità dell’Italia il 14 maggio a Morlupo (http://convegnostoria.blogspot.com/p/convegno-storia.html), ha senso organizzare discussioni con storici su questo argomento dopo il trattato di Lisbona?
GAMBESCIA – Il rapporto tra le idee e la politica esige tempi lunghi. L’uomo – e a maggior ragione il politico medio di oggi - è un routinier come ho già detto… Inoltre l’Italia, almeno a far tempo dal 1945, non solo è di fatto, ma si considera nel suo profondo, quasi a ogni livello sociale, una nazione a sovranità limitata. Sarà perciò duro – alcuni ritengono persino impossibile - cambiare le cose. Perché la mancanza di sovranità è dentro di noi. È routine, per l’ appunto.
Comunque sia, la buona volontà, come quella di organizzare un convegno di storia su un tema fondamentale, va sempre premiata. Tra l’altro ho scoperto che tra i relatori c’è anche l’amico Enzo Cipriano. Gli porga i miei saluti.
Carlo Gambescia è nato e risiede a Roma. Sociologo. Ha all’attivo fra testi scritti, curati e tradotti, alcune decine di volumi. Collabora con pubblicazioni scientifiche italiane e straniere. Scrive su quotidiani e riviste. Svolge consulenze editoriali.
Nel tempo libero che gli resta, poco per la verità, scrive sul suo blog: carlogambesciametapolitics.blogspot.com.
Inoltre, per pura incoscienza (come tanti), ha scelto di far parte del variegato mondo di Facebook.
