Giovanna Canzano intervista Francesco Paolo D’Auria
ARROGANZA USA: USQUE TANDEM…
(La cattura e l’uccisione di Osama Bin Laden)
7 MAGGIO 2011
…“Baciano le reliquie ed alzano lamenti per i loro antichi caduti versando calde
lacrime come d’uso nei paesi arabi.
Ecco perché il corpo di Osama è stato fatto sparire. Agli yankee, che non hanno martiri,
non piacciono i popoli che di martiri ne hanno fin troppi, spesso grazie
ai loro crimini e alla loro ingiusta giustizia.
Ma Osama sarà ricordato e venerato, in barba ai delitti ed agli atti di terrorismo
a lui attribuiti e alla sparizione del cadavere trattato come
immondizia”…. (Francesco Paolo d’Auria)
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CANZANO 1- Cosa pensa di Osama Bin Laden della sua cattura e uccisione da parte dei servizi speciali con la spettacolare incursione in Pakistan?
D’AURIA - Ho vissuto sulla mia pelle il dramma italiano della guerriglia partigiana e non sono il più adatto a sostenere le ragioni di chi combatte, anche se costretto, di nascosto e con azioni di terrorismo. Vero è che molte azioni del Risorgimento furono azioni di terrorismo e che storicamente sono state giustificate dall’Amor di Patria e dalla intenzione di liberarla dalla dominazione straniera (caratteristica questa che potrebbe adattarsi anche alla lotta del terrorismo arabo). E’ anche vero che i partigiani italiani, viceversa, svolgevano le loro azioni terroristiche a vantaggio e agli ordini delle potenze occupanti ed erano da queste armati e pagati mensilmente fior di milioni di lire (160 milioni per l’esattezza). In ogni caso, resto per convinzione personale, totalmente avverso al terrorismo ed ai suoi metodi sanguinari a cominciare dalla bomba di via Rasella nel 1944 ma titengo che non sia accettabile la doppia morale per cui i terroristi che operano a favore degli USA sono buoni, da premiare e lodare mentre nel caso che si oppongano agli USA diventano dei criminali da abbattere senza pietà. E’ noto che Osama Bin Laden ha combattuto per anni contro gli invasori sovietici ed era aiutato e rifornito di armi dagli americani. Quando ha cominciato ad opporsi agli yankee è diventato il demonio in persona.
Passando alla uccisione di Osama, la dinamica è oscura. Ma non vi sono dubbi che il dio della vendetta e dell’occhio per occhio, quel dio che dà gioia solo con l’abbeverarsi del sangue nemico, un dio terribile e cattivo, più volte rinnegato a favore di un Dio buono e compassionevole (il quale però, non si sa perché finisce sempre in cantuccio), ha colpito ancora, secondo il suo costume, con gelida premeditazione, alta tecnologia e selvaggia, animalesca ferocia.
Ancora una volta si soffre per quel senso di impotenza di fronte alla violenza bruta, di impunità garantita per gli assassini che commettono crimini deliberati, consumati con efferatezza e con diabolica soddisfazione.
Ballate cittadini americani, festeggiate la vostra giornata di gioia, festeggiate l’ennesima vittoria.. la vostra vittoria di Pirro!
I dettagli ancora non si conoscono e forse non si conosceranno mai. Circolano varie versioni alcune del tutto fantasiose e non si sa bene a cosa credere. Ma un risultato sicuro i colleghi di Al Capone l’hanno ottenuto già da tempo e lo hanno confermato in questa recente occasione: nessuno, ad eccezione dei tanti bamba americani, crede alle versioni ufficiali. La cosiddetta patria della democrazia, che dovrebbe essere sinonimo anche di trasparenza, verità e giustizia, ha conquistato l’ambito trofeo di essere diventata la Patria della Menzogna. Che brutto esempio di questo “impero del male” imposto a tutti con la violenza, la oppressione e la falsità.
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CANZANO 2- Ma, veniamo ai fatti. Secondo lei possiamo pensare che la missione americana sia stata eseguita per compiere un atto di giustizia?
D’AURIA - Qualcuno vorrà farci credere che l’assassinio premeditato sia stato in realtà un atto di giustizia. Ma la giustizia, per intenderci, non può essere sempre quella inflitta a Norimberga, a Dongo, a Tokio e anche a Bagdad e in centomila altri esempi dove la giustizia ha assunto il significato di mera vendetta o, a volte, semplice eliminazione fisica di un avversario scomodo. Altre volte, e quest’ultimo delitto potrebbe essere il giusto esempio, un assassinio premeditato può essere utilizzato per riconquistare popolarità in declino! In ogni caso, se di giustizia si vuol parlare, è ben strano che si possa far giustizia quando accusatore, giudice e boja sono le stesse persone, ed hanno gli stessi mandanti, una unica direttiva ed un unico obiettivo. Davvero vergognosa la riunione dei più importanti esponenti del governo e delle gerarchie militari americane, mostrateci dalla stampa e dalla TV, che osservano con apprensione e partecipazione, in seduta congiunta, le varie fasi dell’assalto proditorio e dell’assassinio. Gli stessi personaggi, per altro, che, in più occasioni, avevano ammesso la inesistenza di prove del coinvolgimento dello “sceicco del terrore” (come Osama fu bollato in previsione della immancabile uccisione), nella esecuzione o nella preparazione dell’attentato dell’11 settembre. Allora? In base a quali accuse è stato condannato un essere umano senza alcun processo? All’assassinio è stata fatta seguire poi la “damnatio memoriae”: il vilipendio del cadavere dell’assassinato e il corpo affondato in mare. I gerarchi del terzo Reich furono bruciati e le loro ceneri disperse affinché le reliquie non diventassero un riferimento, un ricordo, a perché non si possa portare loro riverenza, omaggio, devozione, rispetto.
A Omdurman, presso Kartoum, dove l’esercito del generale Kitchener fece una carneficina dei dervisci fedeli al Mahdì, esiste un museo che contiene, fra altri cimeli, anche una lettera del Mahdì al colonnello Gordon. “In nome di Allah il misericordioso le cui benedizioni vanno a Maometto e ai suoi seguaci…” e poi continua chiedendo a Gordon di tornarsene a casa propria. Leggendo quella lettera e guardando le reliquie raccolte in quella modesta sede, mi chiedevo perché 50.000 dervisci, armati di lance, spade e pochi fucili, si fecero uccidere, contrattaccando coraggiosamente gli invasori, falciati da cannoni campali e navali e dalle nuove mitragliatrici automatiche Maxim. Il califfo Abdullah, successore di Mahdi, al comando dei suoi uomini, morì in battaglia.
Ma ciò che mi colpì di più era il vedere come, da quel lontano 1898, tutte le sere, sull’imbrunire, pie donne si recano al museo, sfiorano con le mani le vetrine che contengono i cimeli e poi le portano alla bocca per baciarle. Sono donne anziane che hanno ereditato quella devozione dalle loro madri ed ora portano le figlie e le nipoti per tramandare quella forma di rispetto e devozione. Baciano le reliquie ed alzano lamenti per i loro antichi caduti versando calde lacrime come d’uso nei paesi arabi.
Ecco perché il corpo di Osama è stato fatto sparire. Agli yankee, che non hanno martiri, non piacciono i popoli che di martiri ne hanno fin troppi, spesso grazie ai loro crimini e alla loro ingiusta giustizia.
Ma Osama sarà ricordato e venerato, in barba ai delitti ed agli atti di terrorismo a lui attribuiti e alla sparizione del cadavere trattato come immondizia.
E’ disgustoso come, dopo dieci anni dall’attacco alle torri gemelle, il popolo americano ostenti la sua gioia per questo atto di pura quanto inutile vendetta così come avveniva nel medioevo. Credono forse di aver tagliato la testa al serpente velenoso? Davvero stupido il pensarlo. E’ probabile che Osama bin Laden non fosse più la mente operativa di Al Qaeda. Sarebbe davvero stato uno sprovveduto se non avesse, ormai da tempo, rimodellato la organizzazione in modo che questa non dovesse dipendere dalla sua vita così precaria anche per le note questioni di salute. Il terrorismo non sarà mai debellato finché ci saranno le cause che lo hanno generato e queste cause, o meglio la causa madre di tutte le altre, è la occupazione israeliana di una terra che da 2000 anni non era più l’antico stato di Israele. Il costruire uno stato, per altro su basi arcaiche e confessionali, è stato un grosso errore commesso principalmente dagli americani; errore che tutto il mondo sta pagando, ed a prezzo altissimo, da oltre sessant’anni e ancora oggi. Assassini, bombe, attentati, insicurezza, guerre, ribellioni, instabilità, paura, morti, vittime innocenti, ritorsioni, vendette, assassini mirati, non punibilità degli assassini di Stato.
Fino a quando?
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CANZANO 3- Gli USA hanno violato le leggi internazionali, hanno commesso illegalità?
D’AURIA - Come è ormai loro abitudine, i padroni del mondo non chiedono il permesso prima di entrare in casa altrui. Anni fa si fecero notare per la loro “correttezza” chiedendo (o forse ordinando?) la partecipazione dei sevizi segreti italiani per sequestrare un disgraziato maomettano a Milano, sospettato di avere a che fare con Al Qaeda. Per farlo parlare, non essendo prevista la tortura in Italia, non ci si perdette d’animo; il disgraziato fu deportato in Egitto dove la polizia, ligia agli ordini statunitensi, sottopose il malcapitato a tortura per farlo confessare. La vittima non confessò e fu rimesso in libertà. Non è dato sapere se qualcuno si sia scusato del lieve contrattempo e dello sgarbo. Precedentemente c’era stato l’episodio di Sigonella dove, con un vero e proprio atto di pirateria, dirottarono un aereo di linea, lo fecero atterrare a Sigonella, base americana in territorio italiano sottoposto a giurisdizione italiana, per arrestare un sospetto terrorista. Anche allora la fecero da padroni senza chiedere permessi a nessuno; l’allora Primo Ministro italiano Craxi si oppose ed io sono convinto che la successiva sua caduta in disgrazia, tramite azioni giudiziarie, sia una conseguenza diretta di quello “sgarro”! Il metodo è sempre quello spregiudicato e spietato di Cosa Nostra!
Questa volta, per timore che i loro piani trapelassero, hanno mandato gli elicotteri in Pakistan, all’insaputa dei pakistani, hanno ucciso la loro vittima inerme per compiere la loro vendetta, esattamente come i gangsters di Al Capone nella notte di S. Valentino, e sono poi spariti in volo portandosi via documenti, archivi elettronici e quant’altro. Dopo aver infierito sul cadavere, hanno caricato il corpo dell’assassinato sull’elicottero da dove lo hanno gettato in mare facendolo affondare. Non è stato reso noto se, prima di gettare il corpo in acqua, lo abbiano messo in un sacco di cemento come di solito fanno i loro colleghi delle cosche di New York per affondare i corpi delle loro vittime nel fiume Huston. Se tutto questo non è illegale…..
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CANZANO 4- In che cosa dunque consistono i crimini commessi dagli agenti segreti e dai “commando” americani e, prima di questi, dal governo e dalle autorità statunitensi?
D’AURIA - Non v’è dubbio che l’attacco sia stato compiuto dopo una accuratissima preparazione il che implica:
1. Cospirazione, cioè preparazione di un piano prestabilito per commettere crimini;
2. Crimini contro la Pace per aver diretto la invasione armata di territorio neutrale (cioè atto di guerra non dichiarata);
3. Crimini di guerra, per aver compiuto violazioni alle leggi internazionali stabilite nelle convenzioni internazionali dell’Aja.
4. Crimini contro l’umanità per aver commesso atti di estrema atrocità nei confronti di gruppi etnici;
5. Assassinio premeditato di persona inerme;
6. Oltraggio e vilipendio di cadavere;
7. Occultamento di cadavere.
I primi quattro punti sono i capi d’accusa per cui furono impiccati i gerarchi e i generali nazisti a Norimberga e i capi nipponici a Tokio.
A prima analisi, non sembra che questo assalto in territorio neutrale, specie se considerato come una conseguenza dei precedenti atti di guerra in Afghanistan, in Iraq e in molte altre parti del globo, si discosti molto dalla definizione dei famosi quattro capi di accusa su esposti. In aggiunta, sono da considerare i successivi punti 5, e 6 che a Norimberga mancavano, perché ci fu una parvenza di giudizio anche se pesantemente viziato, e i cadaveri non furono oltraggiati. Il punto numero 7, occultamento di cadavere, fu un crimine compiuto dagli americani sia a Norimberga che nel caso di Osama.
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CANZANO 5- I fatti si sono svolti proprio come ce li raccontano? Come mai Osama si è fatto prendere così facilmente e senza nessuna reazione?
D’AURIA - Francamente quello che viene raccontato dalla stampa e dalla TV suscita moltissime perplessità e dubbi. Non si capisce come mai Osama fosse così sprovveduto da vivere tranquillamente, in attesa degli elicotteri, in zona abitata e frequentata, dentro una abitazione che era tutt’altro che un fortilizio, con poca scorta e disarmato. Avrei pensato che Osama si fosse adattato a vivere in una ben protetta e ben occultata caverna, dotata di tutti i comforts, attrezzata con sotterranei scavati in profondità ed a prova di bomba da 10 tonnellate (quelle già usate, in passato, proprio per stanare Osama in Afghanistan) e con vie di fuga sotterranee capaci di sortite in varie direzioni (perfino i nostrani delinquenti della ‘ndrangheta sanno attrezzarsi meglio dello “sceicco del terrore”). Avrei anche pensato che Osama avesse non uno ma cinque o sei possibili rifugi da utilizzare cambiando frequentemente nascondiglio senza preavviso. (Quando Arafat era nel mirino del Mossad riuscì a non farsi fregare cambiando frequentemente sede). Avrei anche pensato che il suo rifugio fosse minato, in modo che, per difesa estrema contro un attacco improvviso, si potesse far saltare tutta la baracca con i “killer” americani dentro. Come hanno potuto le guardie (qualcuna ce ne sarà pur stata) non aver udito il rumore degli elicotteri tanto più che uno di questi si è fracassato a terra? Misteri dell’Oriente! C’è qualcosa che non quadra anche perché, se fosse vero che Osama si trovava in quella casa, che era accessibile a tutti, con un po’ di filo spinato che non avrebbe fermato neppure un ladro di polli, come mai l’ha fatta franca per dieci anni, attraverso guerre ed occupazioni militari, collaborazione pakistana, taglie a gogò, spionaggio satellitare, “droni”, “intelligence” di chi l’intelligenza non la usa affatto e via discorrendo? Ma l’Oriente è davvero misterioso!
Non si può che pensare a un tradimento, a qualcuno che ha voluto intascare la taglia e quindi le versioni ufficiali mentono per proteggere il “traditore” ! Ma anche ammettendo che ci sia potuto essere un ”infame”, resta il fatto che nessun ricercato avrebbe mai potuto dormire tranquillo in quel “fortilizio” mostratoci dalla TV. Roba da Commissario Montalbano in Sicilia e non da guerre stellari come gli USA praticano da qualche decennio a questa parte. Osama non poteva farsi istruire dai vietnamiti? I Viet scavarono chilometri di gallerie che furono la dannazione dei soldati yankee, la perdita di migliaia di vite loro e la sconfitta del potente zio Sam. Ho Chi Min fu sempre presente e vicino alle linee d’attacco e mai fu bersaglio degli elicotteri USA!
Il dubbio più inspiegabile ce lo forniscono le stesse fonti americane: si dice che, prima della uccisione del terrorista da parte dei terroristi autorizzati, sia stato eseguito l’accertamento della identità di Osama attraverso l’analisi del DNA. Questa è una balla di dimensioni colossali. Se, come è stato detto, l’intera operazione è stata compiuta in pochissimo tempo, come era possibile eseguire il test del DNA prima della uccisione? Il test del DNA si esegue in parecchie ore e con strumenti di laboratorio, non certo compatibili con la rapidità dell’assalto al fortilizio – gallinaro di Osama. Più probabile allora che l’analisi del DNA sia stato eseguito DOPO. Prima si ammazza e poi si vede! Questo perché, giustamente, in caso di errore, ci si possa eventualmente scusare con il cadavere e cercare un altro Bin Laden.
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CANZANO 6- Con la morte di Osama si può pensare che il problema del terrorismo internazionale di matrice araba diretta principalmente contro Stati Uniti ed Israele abbia subito un colpo decisivo?
D’AURIA - Il futuro prossimo sarà certamente più tranquillo. Se, come sembra, i sistemi informatici di Osama sono caduti in mani americane, probabilmente la rete organizzativa si dissolverà o sarà annientata. Gli assassini di professione si sguinzaglieranno dappertutto e non vi sarà tregua per i componenti della rete. Ma la azione di terrorismo non finirà. Ci vorranno almeno due anni per ricostituire una nuova rete, forse tre anni. Ma poi si ricomincerà da capo e ci sarà un nuovo Bin Laden a far lieti gli americani che sogneranno la sua cattura con una brillante operazione di assaltatori assassini. Quello che il cittadino americano non si chiede è il costo pauroso di una tale pazzia. Non so se la vita di Obama valesse i miliardi e miliardi di dollari che la preparazione e la messa in atto di un tale attacco è costata negli ultimi dieci anni. Chissà perché, gli americani, così attenti a come vengono spesi i loro soldi, non si chiedono mai se queste spese portino profitto oppure perdite insanabili.
Comunque non si parlerà più a lungo di Osama Bin Laden, forse il prossimo Capo di Al Qaeda farà in modo che il suo nome non sia conosciuto; così facevano i partigiani italiani ed ebbero tante medaglie al valore!
Resta tuttavia senza risposta la domanda iniziale: USQUE TANDEM?
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Francesco Paolo d’Auria non è uno scrittore né un giornalista ma un ingegnere che ha acquisito una non comune conoscenza del mondo viaggiando, per motivi di lavoro, in ogni angolo del pianeta. Nato nel 1932, figlio di un valoroso ufficiale pilota, pluridecorato e combattente di tre guerre, oltre la “operazione di grande polizia” in Africa Orientale, é stato educato al rigore più assoluto e agli ideali risorgimentali già propugnati dai suoi avi. Ha seguito gli studi classici e poi conseguito la laurea in Ingegneria specializzandosi poi in Nord America nel campo delle Telecomunicazioni via Satelliti allora allo stadio sperimentale. Dirigente di grandi aziende di telecomunicazioni, poi imprenditore, ritrova ora, da pensionato, la sua antica passione per la storia.
Giovanna Canzano – © – 2011